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Come nacque il "Gruppo spontaneo"

Negli anni 80 durante l'estate (nella stagione in cui un po' dappertutto fiorivano i Festival dell'Unità) la nostra banda veniva chiamata ad esibirsi; si trattava dei cosiddetti "concertini" diretti dall'allora capo-banda Garibaldo Querci (che nel 1984 passò a dirigere anche i concerti "veri"). Venivano eseguite marce, canzoni e alcuni brani di intrattenimento più classici (come "In un mercato persiano" di Ketelbey o la "Malaguena" di Lecuona). Questi erano "servizi" dal costo contenuto ma utili  per le casse dell'Associazione.

Il gruppo spontaneo qualche anno fa

Non tutte le feste, però, avevano la disponibilità finanziaria o lo spazio necessario per questi "concertini". Ce n'era una, in particolare, che si poteva considerare "la più piccola festa dell'Unità in assoluto. Si svolgeva nello spazio sì e no di 36 metri quadrati in una piccola frazione alla periferia di Pistoia, per la precisione al circolo ARCI di Barile sulla vecchia Provinciale Lucchese. A onor del vero era una delle feste nel cui ristorante (18 metri quadrati) si mangiava molto bene. Gli organizzatori ci chiesero se qualche suonatore poteva andare a suonare qualcosa in cambio della cena. L'allora vice-capo-banda Luigi Pavesi contattò alcuni di noi e formammo un gruppetto eterogeneo, una dozzina di persone in tutto, e, con i vestiti di tutti i giorni andammo a Barile. Ci fu chiesto che nome avevamo: rispondemmo: "Gruppo spontaneo". Quello fu il nostro debutto.

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