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"... e poi s'è attaccato a ballabili" (ovvero: le processioni di una volta)

Una processione negli anni '50

Ogni tanto ci capita di essere chiamati alle processioni religiose, anche se ormai sono sempre meno di moda; da molti anni, per l'occasione ci siamo dotati di un apposito libretto contenente inni, canti da chiesa e brani sacri come corali  e simili. Una volta non era così: c'erano (e, per quel che ne so, ci sono ancora) le "cosiddette" marce religiose che di religioso avevano (ed hanno) ben poco. Per amor del vero, poi, la "Borgognoni" (o, come veniva chiamata ancora, la banda di Porta al Borgo) non aveva molte richieste nella zona (parlo degli anni '50 del secolo scorso) e gli unici appuntamenti fissi che io ricordi (non perché ci suonavo io ma perché ci suonava mio padre buonanima) erano la processione di ottobre alla Chiesa Nuova e quella del martedì di Pasqua a San Biagio.

La banda, a quei tempi, non aveva una divisa; i suonatori raggiungevano il luogo di partenza a piedi o in bicicletta. Non mancava mai un ometto che tutti conoscevano come "Baccalà"; era ospite dell'ospizio dei vecchi (il "Villone" ora sede della Scuola Comunale di musica) e, per un bicchiere di vino, seguiva la banda portando le custodie degli strumenti (non meravigliatevi: a quei tempi le custodie erano tutt'al più sacchi di cencio). La processione era così composta: stendardo, le "Figlie di Sant'Anna" (o, come si diceva, le "fanciulle abbandonate"), i bambini della prtma comunione, le associazioni parrocchiali, i preti, la statua del Santo, la banda, Baccalà e infine il popolo. 

Una delle marce preferite dalla banda (e l'ultima ad essere abbandonata) era "Corpus Domini": Si tratta di una marcia solenne e molto lenta e su Youtube se ne possono trovare alcune esecuzioni: in Toscana, non so perché, viene eseguita dimezzando i valori, come in questo video.

Ricordo curiosamente che il suonatore di grancassa (tra l'altro capobanda), già anziano a quei tempi, teneva lo strumento di sbieco quasi orizzontale invece che verticale o quasi. Ho scoperto molto più tardi che nelle bande del Sud Italia addirittura la grancassa viene tenuta proprio orizzontale.

Alla fine della processione non mancava mai una marcia militare. Per anni ho sempre sentito la solita: "Crocemosso"..

Mi pare proprio che quello fosse l'unico brano eseguito. Passavano poi in giro un fiasco di vino e qualche bicchiere (Baccalà era ovviamente presente, forse era venuto solo per quello...) poi i suonatori, alla spicciolata, si dileguavano; quasi tutti, non tutti...

A qualcuno era rimasta ancora un po' di voglia di suonare. Mio padre, manco a dirlo, era tra questi. Bastava poco: un clarinetto, un bombardino, una tromba, un trombone e un basso, quasi sempre i soliti. Iniziavano i "ballabili" (che nessuno ballava perché a quel tempo per la Chiesa il ballo era un prodotto del demonio...); il clarinettista finiva per fare più o meno bene la mazurka variata di Emilio Vacca più conosciuta come "la Migliavacca", mio padre con la tromba suonava un valzerino di cui non ho mai saputo il titolo (e forse non lo sapeva neppure lui).

Il tutto durava ... fino alla fine del fiasco! Poi tutti a casa.

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